I CALCIATORI DEL MILAN IN PEDIATRIA

Un pomeriggio davvero speciale per i bambini ricoverati nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Del Ponte insieme a quattro ospiti d’eccezione: Ruben Loftus-Cheek e Matteo Gabbia, campioni di calcio di AC Milan accompagnati da Mattia Piermarini e Jacopo Sardo di Milan Futuro.
Grazie alla Fondazione Milan, che da anni collabora con noi, i calciatori hanno donato ai bambini e adolescenti tantissimi giochi raccolti appositamente dal settore giovanile dell’A.C. Milan.
I giocatori sono stati accolti con applausi e grande entusiasmo dai bambini, dai genitori, dai medici e dagli infermieri e nessuno ha perso l’occasione per una foto ricordo e gli autografi.
I bambini hanno preparato, oltre a fiori di carta rossi e neri, un colorato cartellone di benvenuto con le loro firme da donare ai calciatori che a loro volta hanno regalato la foto della squadra da loro firmata, dando vita così a un simpatico scambio di autografi. Il cartellone sarà esposto nello spogliatoio della squadra di serie A.
Uno dei momenti più toccanti è stato l’incontro con Cecilia, una ragazza di 14 anni da sempre grande tifosa del Milan che purtroppo ha dovuto smettere di giocare a calcio, la sua grande passione.
La presenza di questi giocatori famosi è stata un’esperienza da non credere. I giocatori stessi hanno poi raccontato di aver trascorso un pomeriggio molto profondo che ha lasciato il segno nei loro cuori. “Nella mia vita il calcio è importante, ma è anche importante pensare ai bambini in difficoltà e donare loro un sorriso” ha sottolineato in modo sentito Matteo Gabbia, che a breve diventerà papà per la prima volta.
Non è sempre facile rapportarsi con la sofferenza dei bambini in ospedale ma questi ragazzi sono stati davvero eccezionali perché si sono avvicinati ai bambini con empatia e naturalezza, volgendo lo sguardo oltre la malattia per riuscire a incontrare e vedere solo un bambino a cui sorridere.
Una bellissima iniziativa che dimostra quanto lo sport riesca a regalare non solo spettacolo e divertimento, ma anche vicinanza e affetto concreto a chi ne ha bisogno.