MEMORIAL MARTINA CARA’

C’erano tanto cuore e tanta emozione alla quarta edizione del memorial Martina Carà, voluto dal papà Francesco per ricordare il sorriso della sua amata figlia.
Martina era una sportiva, giocava a pallavolo, avrebbe compiuto quest’anno 26 anni ma il destino ha deciso che il suo campo da gioco sarebbe stato in Paradiso e i suoi compagni gli angeli come lei.
Dalla disperazione a volte sboccia la speranza, quella speranza che può illuminare il percorso di cura di tanti bambini.
Così è nato l’evento “Non si molla un c…o”, un titolo che sottolinea quanto Martina abbia lottato. Beach Volley e triangolare di calcetto hanno visto l’adesione di tanti sportivi, tra cui molti ragazzi, mossi da un grande spirito di solidarietà. Il ricavato della giornata, infatti, era destinato ai nostri progetti a favore delle mamme e dei bambini in ospedale.
Tra i tanti partecipanti, particolarmente significativa è stata la presenza di Max Gibellini, papà di Erika, andata in cielo qualche anno fa. Con la sua squadra di calcetto Fuck the Cancer, ha voluto essere a fianco del papà di Martina nell’obiettivo di sostenere Il Ponte del Sorriso. Due papà accomunati dalla stessa sofferenza, ma anche dalla stessa voglia di dare un senso a ciò che un senso non ha, come la perdita di un figlio. “Chissà come Martina ed Erika se la ridono lassù” è stato il commosso commento di papà Francesco a papà Gibe.
10 squadre in competizione, dai simpatici nomi più svariati: Pink Souce, La Squadra, Dark Summer, I Sushiettibili, Avanti un altro, Don’t Worry, Bracia, Siamo appena tornati, L.A.M.A., I Piccionari per il Beach Volley, Non si molla un c…o, Fuck the Cancer e Paris Saint Gennaro, per il calcetto.
Sono stati premiati il primo, il secondo e il terzo posto, ma hanno vinto tutti il podio più alto per la solidarietà.
“Indosso il grembiulino di volontaria per i bambini in ospedale da quasi 30 anni. Ho incontrato tanti bambini e tante famiglie. Ce la fanno quasi sempre, ma a volte la vita vola via e allora il dolore si fa promotore del bene, come per questi due meravigliosi papà. Madre Teresa di Calcutta disse nel discorso del premio Nobel, che non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo moltiplicare i gesti di bontà. Oggi voi non avete cambiato il mondo, ma lo avete reso migliore con i vostri tanti gesti di bontà” è stato il ringraziamento di Emanuela Crivellaro a tutto lo staff e ai giocatori.