Il Progetto

Il progetto è nato in collaborazione con l’Asst Sette Laghi, proprietaria dell’immobile che ci è stato assegnato in comodato d’uso per 25 anni e che abbiamo completamente ristrutturato.

E’ stata inaugurata il 5 ottobre 2016 la prima casa di accoglienza nel nostro territorio destinata principalmente alle famiglie dei bambini ricoverati.

Da anni avvertivamo nei genitori l’esigenza di una struttura simile. Il progetto ha potuto diventare concreto quando l’ASST Sette Laghi ha concesso in comodato d’uso gratuito per 25 anni, una palazzina ormai fatiscente, ma idonea allo scopo, previa completa ristrutturazione.

Nel 2014 abbiamo dunque partecipato al bando Housing Sociale di Fondazione Cariplo ottenendo un finanziamento di 270 mila euro, che ha permesso l’avvio dell’ambizioso obiettivo, grazie anche all’impresa di costruzioni Albini e Castelli.

Altri contributi li abbiamo ricevuti da tanti cittadini ed aziende. Carrefour Market ha donato parte dell’arredo, i televisori sono stati regalati dall’azienda Barco di Saronno e Roda di Gavirate ha pensato ai divanetti della zona verde.

Un grosso sostegno è arrivato anche da MV Agusta, che aveva messo in palio vari premi, tra i quali una moto, per una lotteria che ha portato 15 mila euro, e dal Centro Commerciale Belforte, che dandoci la possibilità di confezionare i pacchetti a Natale, ci ha permesso di raccogliere oltre 30 mila euro.

Nau!, Le Corti, Nuova Trebicar, l’Associazione Panificatori, Dermakim srl, Confcommercio Ascomvarese sono gli sponsor principali degli eventi che ci hanno consentito di incrementare ulteriormente le risorse a disposizione.

Mancavano ancora circa 200 mila euro per raggiungere i 750 mila euro circa necessari a completare la Casa del Sorriso.

A gennaio 2016 è giunta la notizia che l’imprenditore Renato Giuliani, appena scomparso, aveva nominato Il Ponte del Sorriso Onlus tra i beneficiari di un grosso lascito.

E’ stato così possibile ultimare il progetto e tanti bambini, anche grazie a “nonno” Renato potranno farsi curare a Varese, contando sulla possibilità dei loro genitori di essere ospitati per sentirsi “a casa, anche se lontani da casa”.