{"id":794,"date":"2013-07-12T09:38:42","date_gmt":"2013-07-12T09:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/2013\/07\/12\/le-storie-dei-nostri-bambini\/"},"modified":"2013-07-12T09:38:42","modified_gmt":"2013-07-12T09:38:42","slug":"le-storie-dei-nostri-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/?p=794","title":{"rendered":"Le storie dei nostri bambini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #004b97;\"><strong>LE STORIE DEI NOSTRI BAMBIN<\/strong>I<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">Queste sono solo alcune delle storie dei tanti, tantissimi bambini che incontriamo ogni giorno in reparto.<br \/>Qualche racconto \u00e8 stato scritto da loro o dai genitori, altri da noi. Qualcuno ce l\u2019ha fatta, qualcun altro purtroppo ci ha lasciato.<br \/>Leggendole si pu\u00f2 meglio comprendere quello che facciamo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #004b97;\">Una meravigliosa storia di amicizia, luglio 2014<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-789 cmsmasters_img cmsmasters-lazyload lazyload\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\" border=\"0\" width=\"300\" data-sizes=\"auto\" data-src=\"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VARIE_img-20140716-wa0002rid.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #004b97;\">I  bambini possono insegnarci molto e i bambini ammalati ancora di pi\u00f9. Ci  dimostrano come insieme si pu\u00f2 superare un ostacolo che pu\u00f2 sembrare  cos\u00ec grande, da apparire insormontabile. Ci fanno capire l\u2019importanza di  valori come l\u2019amicizia, la solidariet\u00e0, l\u2019accorgersi delle difficolt\u00e0  dell\u2019altro nonostante le proprie difficolt\u00e0 legate alla malattia. \u00a0E ci  confermano come il Ponte del Sorriso sia un \u201cbosco\u201d ospedale che si  prende cura, che favorisce le relazioni, dove \u00e8 possibile cogliere delle  opportunit\u00e0, una riserva di energie positive.<\/span><span style=\"color: #004b97;\"> L&#8217;amicizia tra le bambine M e S \u00e8 nata nel \u201cbosco\u201d ospedale. S. ha  grandi occhi azzurri, \u00e8 coraggiosa, espansiva, ha una parlantina  invidiabile, conosce bene \u201cil bosco ospedale\u201d perch\u00e8 vi ha trascorso  molti giorni.\u00a0 M. \u00a0\u00e8 pi\u00f9 taciturna, non conosce ancora bene i sentieri e  le creature che abitano il bosco ed \u00e8 molto spaventata. Un giorno la  bambina pi\u00f9 coraggiosa incontra per strada la bambina silenziosa e  vedendola cos\u00ec spaventata le prende la mano e l&#8217; accompagna nella sua  stanzetta. Le mostra i suoi disegni, il suo letto, le\u00a0 foto del  coniglietto lasciato a casa; la bambina silenziosa osserva attenta, non  dice ancora nulla, ma la mano stretta in quella della bambina coraggiosa  la fa sentire pi\u00f9 sicura, meno sola nel bosco sconosciuto.<\/span><span style=\"color: #004b97;\"> <br \/><\/span><span style=\"color: #004b97;\">La  bambina coraggiosa \u00e8 una principessa e decide di trasformare in una  principessa anche la bambina silenziosa; le due bimbe si truccano, si  pettinano come se dovessero andare alla festa nel castello del re. Ma \u00e8  giunta l&#8217;ora della cena e M. non ha nessuna voglia di mangiare. La  bambina coraggiosa allora organizza un gioco a premi per farle mangiare  qualcosa e aiutare la bambina silenziosa.<br \/>Ogni giorno la bambina  silenziosa \u00e8 sempre un po&#8217; meno silenziosa. Accompagnata dalla bambina  coraggiosa, per lei il bosco sta diventando meno minaccioso e tra le  fronde degli alberi \u00e8 spuntato qualche fiore colorato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">GIACOMO, maggio 2013<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-790 cmsmasters_img cmsmasters-lazyload lazyload\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left;\" data-sizes=\"auto\" data-src=\"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/STORIEBAMBINI_img_4834tagrid.jpg\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">Poco pi\u00f9 di due anni fa ci giunge la mail di una mamma: \u201cIl mio bambino deve essere ricoverato per un tumore al cervello e deve subire un\u2019operazione; ho letto quello che fate, ci potreste aiutare ad affrontare quello che ci aspetta?\u201d. Una famiglia giovane, come tante, che si trova improvvisamente alle prese con la malattia del proprio figlio. Ci rendiamo subito disponibili e da quel momento nasce un legame fatto di affetto, ascolto, comprensione, vicinanza, ma anche di tanti sorrisi.<br \/>Giacomo \u00e8 un bambino di otto anni solare, che ama sciare, giocare a calcio e disegna in modo incredibile dei bellissimi cavalli che sembrano in movimento. Fin dal primo incontro ce ne innamoriamo e impostiamo insieme ai Dottor Sorriso dell\u2019associazione \u201cI colori del sorriso Onlus\u201d, una serie di attivit\u00e0 ludiche per cercare di prepararlo a tutto il dolore che lo attende: due lunghissimi, interminabili interventi, uno a Varese, l\u2019altro in Germania, un mese a Boston, in uno dei pochissimi centri al mondo in grado di fare qualcosa per fermare la sua rara forma di cancro.<br \/>Il primo sorriso, dopo il coma farmacologico in rianimazione a Varese, con il pap\u00e0 che piange di gioia, \u00e8 con noi, mentre gli ricordiamo i giochi che avevamo lasciato in sospeso in attesa del suo risveglio. La prima parola gli esce dopo tre giorni, spontaneamente, preso dalla voglia di rispondere al gioco dei suoi amatissimi clown, mentre tutti si stavano chiedendo, preoccupati, perch\u00e9 non parlasse.<br \/>Quando Giacomo torna dall\u2019America, al trasporto, dall\u2019aeroporto fino a casa, ci pensa l\u2019Ambulaclown, un\u2019ambulanza particolare tutta colorata e divertente. E lui ride felice, felice come quando i clown erano andati a trovarlo fino in Germania.<br \/>E\u2019 passato quasi un anno, Giacomo ha scalato le montagne, ma ce l\u2019ha fatta! E\u2019 un bambino forte e coraggioso, che non ha mai mollato e che non si \u00e8 mai, mai, lamentato. E noi con i clown, siamo sempre stati l\u00ec accanto a lui, per dargli emozioni positive che potessero contrastare tanta sofferenza.<br \/>Passa un altro anno, Giacomo sta bene ma siamo ancora insieme. Lui e la sua famiglia partecipano ad ogni occasione che organizziamo per i piccoli del Ponte del Sorriso: la grigliata nel bosco, la festa di ottobre \u201cUn sorriso per il Ponte\u201d, l\u2019iniziativa con i Vigili del Fuoco per la giornata in caserma, da ReMida per i laboratori creativi. Giacomo \u00e8 cresciuto, la famiglia \u00e8 serena e tutto il passato sembra ormai lontano.<br \/>Un giorno Giacomo si sente male, una corsa in ospedale e una meningite fulminante ce lo porta via in un soffio! \u00a0Il cuore va in pezzi, non ci possiamo credere, dopo tutto quello che \u00e8 riuscito a superare! E un perch\u00e9 rimane senza alcuna risposta.<br \/>Giacomo ci manca gi\u00e0. \u201cNoi pensiamo di aver avuto due anni della sua vita in regalo, due anni che sono serviti a renderci pi\u00f9 forti in questo momento\u201d ci dicono, stretti in un abbraccio, la mamma e il pap\u00e0 \u201cCon voi Giacomo ha vissuto esperienze bellissime, che hanno reso intensa la sua esistenza e che senza di voi non avrebbe mai potuto provare\u201d.<br \/>Ciao Giacomo, vai fiducioso tra gli Angeli. Alcuni di loro sono clown e ce n\u2019\u00e8 anche uno paffutello che fa fiori e giochi di carta, come Claudiona. In Paradiso ci sono le vette innevate per sciare e un campo per giocare a calcio. E quando l\u2019arbitro chiamer\u00e0, risponderai, come hai sempre fatto \u201cNumero 3, grazie\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">ALESSIA E ANDREA, luglio 2012<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-791 cmsmasters_img cmsmasters-lazyload lazyload\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left;\" data-sizes=\"auto\" data-src=\"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/STORIEBAMBINI_img_4840tag.jpg\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">Alessia e Andrea sono due bambini di 6 anni, ai quali una malattia oncologica ha sconvolto l&#8217;esistenza. Giorni e giorni di ricoveri in ospedale, ore e ore di pesanti terapie, decine e decine di visite e indagini diagnostiche.<br \/>La loro realt\u00e0 quotidiana non \u00e8 pi\u00f9 scandita solo dai giochi e dalle attivit\u00e0 con gli amici, ma da ritmi necessari a combattere la patologia. Ma se il loro corpo \u00e8 alle prese con una guerra interna per sconfiggere il nemico e si trasforma momentaneamente, perch\u00e9 i capelli cadono oppure il viso diventa un po&#8217; gonfio, la mente e il cuore rimangono quelli di prima. Alessia e And<br \/>\nrea sono sempre gli stessi bambini, la malattia non ha bloccato la loro voglia di vivere, di crescere e di fare le medesime esperienze dei coetanei.<br \/>Un giorno Andrea sente i suoi genitori parlare di San Valentino. Curioso, come lo sono tutti i bambini della sua et\u00e0, chiede il significato di quella particolare ricorrenza. Andrea in quei giorni \u00e8 per fortuna a casa, ma Alessia, invece, \u00e8 in ospedale.<br \/>Una volta scoperto cosa rappresenti quella particolare data, insiste per essere portato a fare visita alla sua amica. Crea per lei, con le sue mani che hanno tanto lavorato e imparato in sala giochi, un bellissimo cuore, decorato con perline, e il 14 febbraio va a trovarla al Ponte del Sorriso, per donarle quel regalo preparato con tanto amore.<br \/>Non \u00e8 all&#8217;asilo o sui banchi di scuola, ma tra i letti di un ospedale, che tra i due piccoli nasce un tenero sentimento! Purtroppo ci sono bambini per i quali l&#8217;ospedale diventa il luogo dove trascorrono molto tempo e dove succedono eventi che avrebbero dovuto avvenire altrove, come il primo batticuore. L&#8217;ospedale diventa quasi una seconda casa e come tale deve essere un ambiente accogliente e stimolante, dove si favoriscono le relazioni e si fa in modo che la creativit\u00e0 infantile non subisca alcun arresto, lasciando spazio alle emozioni. Per garantire al piccolo non solo di guarire, ma di guarire giocando, senza traumi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">ANGELICA, novembre 2012<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">Avevo 17 anni, ero in vacanza ed era agosto. Un giorno ho sentito una pallina sotto l\u2019ascella. A settembre, tornata a casa, ho svolto diversi esami, ma non era stato rilevato niente di strano, a parte la ves alta, un valore del sangue che indica un infezione in corso. Qualche giorno prima della fine di dicembre un altro linfonodo sul collo si era gonfiato, a quel punto sono stata portata in Pronto Soccorso per poi essere ricoverata all\u2019Ospedale del Ponte di Varese.\u00a0<br \/>Dopo una settimana sono stata operata e la settimana dopo mi hanno diagnosticato un linfoma di Hodgkin e ho iniziato dei cicli di chemioterapia. Io non sapevo cosa volesse dire chemioterapia, sapevo che era una cosa brutta perch\u00e9 mio nonno era morto di un tumore e quindi ero spaventata, ma dopo i dottori mi hanno spiegato e mi hanno tranquillizzata. Le uniche due domande che mi giravano per la mente erano: perder\u00f2 i capelli? E potr\u00f2 continuare a fare danza? Ad entrambe mi \u00e8 stato risposto di si, che potevo continuare la mia vita normalmente.<br \/>Ogni settimana andavo in day hospital per fare la chemio e i relativi controlli settimanali. Io ero tranquilla, mi sentivo forte, mi dispiaceva vedere i miei genitori che erano preoccupati. Io ho imparato a convivere con la malattia e con i cambiamenti fisici che comportava, avevo perso i capelli, ero molto debole, avevo continuamente la nausea. La cosa che mi faceva soffrire era il fatto che l a malattia aveva preoccupato tanto mia mamma al punto da negarla agli altri ed io ero costretta a fingere con gli altri che stavo bene, che non avevo niente. Questo portava mia mamma a non uscire di casa per non incontrare le persone, per non rispondere alle domande che le potevano fare.<br \/>All\u2019inizio io volevo portare la parrucca per andare a scuola, per non essere al centro dell\u2019attenzione e per non subire gli sguardi delle persone che inevitabilmente anche senza cattiveria cadono sulle persone senza capelli. Alla fine ne ho acquistata una simile alla pettinatura che avevo prima di iniziare la chemio, ma non era la stessa cosa. Ero ritornata ad avere i capelli lunghi, ma non erano i miei. Ho imparato a convivere con questa parrucca, ma la odiavo. A luglio, finita l\u2019ultima chemio dopo una settimana sono partita per le vacanze, ho lasciato a casa la fastidiosa parrucca nonostante l\u2019insistenza di mia mamma nel portarla con me, ma io invece sono partita con la mia bandana, che ho tolto dopo due settimane. E cos\u00ec mi sentivo pi\u00f9 libera e a mio agio senza la parrucca e senza la bandana.<br \/>Fare danza mi ha aiutato, era l\u2019unico conforto che avevo perch\u00e9 mi piaceva e non dovevo nascondermi da niente e da nessuno, mi sentivo quella di prima nonostante le cure. Durante le mie degenze in ospedale mi ha aiutato molto che ci fosse la sala giochi perch\u00e9 mentre facevo la chemio e stavo male passavo tutto il mio tempo l\u00ec e mi distraevo. Perch\u00e9 le giornate in ospedale possono essere tremendamente lunghe quando stai dalla mattina presto fino al pomeriggio.<br \/>C\u2019erano anche altri bambini con i quali giocavo e mi divertivo con loro e da l\u00ec ho deciso che mi sarebbe piaciuto diventare volontaria per il Ponte del Sorriso. Ho conosciuto persone speciali, in particolare Claudiona, con la quale ho fatto fiori e fiori di carta per dimenticare la nausea tremenda soprattutto durante le ultime chemio. Mi ha aiutato molto frequentare anche la scuola in ospedale, mi preparavo per le verifiche e le interrogazioni in modo da non rimanere indietro nelle lezioni. \u00a0E\u2019 stata un\u2019esperienza che mi ha cambiato la vita, ho capito molte cose importanti, i valori che contano, lo stare insieme agli altri, aiutare gli altri quando sono in difficolt\u00e0. Nonostante la malattia, ho cercato di vivere una vita normale da adolescente, con le amicizie, gli amori, proprio come mi era stato detto dal dottore. Quell\u2019anno ho persino fatto l\u2019esame per la patente.<br \/>Adesso sono guarita, sto bene, mi sono ricresciuti i capelli, ho una vita normale, faccio i controlli di routine e faccio la volontaria del Comitato Tutela Bambino in Ospedale per il Ponte del Sorriso.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">ANDREA, primavera 2012<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-792 cmsmasters_img cmsmasters-lazyload lazyload\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left;\" data-sizes=\"auto\" data-src=\"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/STORIEBAMBINI_img_4838tag.jpg\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">Andrea, Luca, mamma Alessandra e pap\u00e0 Orazio. Questa \u00e8 la nostra famiglia, normale come tutte le altre, alle prese con gli aspetti quotidiani della vita, l\u2019asilo, il lavoro, una casa da gestire, gli amici e i parenti. Andrea, ha 6 anni e mezzo, un bambino curioso e vivace.<br \/>Luca, ha 4 anni, ha due occhioni blu, \u00e8 vivacissimo e un intuito straordinario. Questi sono i nostri tesori. Andrea piano piano inizia a perdere vivacit\u00e0 e a manifestare una certa febbriciattola. Il suo pediatra ci consiglia di portare Andrea all\u2019Ospedale del Ponte. Dopo una prima visita, prelievi, attese e poi ancora accertamenti ed esami, Andrea viene ricoverato. Non ci rendiamo conto di ci\u00f2 che sta succedendo. Ci chiediamo perch\u00e9 siamo in quella camera tutta decorata di bellissime stampe che rappresentano scene di vita quotidiana di scoiattoli e topini. Non possiamo immaginare che ci avremmo passato molte notti. Il Prof. Nespoli con grande calma e chiarezza ci spiega cosa succede ad Andrea: leucemia. <br \/>Una famiglia normale, presa da mille cose, problemi, progetti, aspettative, a un certo punto catapultata in una realt\u00e0 inimmaginabile, surreale. Pu\u00f2 capitare di tutto nella vita, ma quando succede qualcosa ai propri figli, succede che dentro di se avviene la devastazione, lo strazio! La propria vita non ha pi\u00f9 significato, il lavoro non ha pi\u00f9 significato, l\u2019unica cosa che conta \u00e8 stare vicino a lui, soffrire con lui, gioire per i piccoli progressi, l\u2019unica cosa che conta \u00e8 che lui ci veda sereni, quando dentro si \u00e8\u2019 totalmente azzerati, \u00e8 che lui trovi in noi l\u2019appiglio giusto che lo aiuti a stare sereno e gli dia la forza di combattere. Questo conta. Inizia un percorso di terapia lungo e faticoso per Andrea, molto tempo passato in ospedale. ma lui non si lamenta mai, non si<br \/>\nlascia abbattere dai dolori e dai sintomi della chemio. E qui impariamo la straordinariet\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 di medici e infermieri che curano il nostro bambino.<br \/>Una domenica pomeriggio, durante la sua degenza al Ponte di Varese, un\u2019animatrice della sala giochi, coinvolge Andrea nel gioco del dottore, con strumenti veri, aghi compresi ed il camice bianco. Da allora si \u00e8 appassionato talmente tanto a questo gioco terapeutico, che ormai tutti lo chiamano dottor Andrea e oggi, ha un\u2019attrezzatura a casa, che fa invidia ad una sala ospedaliera. La sua forza sta nell\u2019aver utilizzato questo gioco per esorcizzare tutto quello che ha dovuto subire in questi mesi di terapia. E\u2019 stato sorprendente vederlo passeggiare per i corridoi dell\u2019ospedale con l\u2019aria impettita di un grande luminare della scienza e maneggiare flebo e siringhe con una dimestichezza impressionante, questo dimostra con quanta attenzione lui osserva quello a cui e\u2019 sottoposto e poi lo replica nel gioco. A volte per giornate intere non riesce ad uscire dal ruolo.<br \/>Non dimenticheremo mai il primo incontro con Claudiona che con i suoi lavori di carta e il suo magnetismo ha affascinato Andrea a tal punto che ha riempito la casa di animaletti e fiori. Lui \u00e8 attratto da tutte le attivit\u00e0, dal fare i biscotti o la pizza, al suonare qualche strumento musicale. Anche per chi sta vicino ad un bambino in ospedale il supporto dei volontari \u00e8 fondamentale. Noi abbiamo passato momenti veramente duri, soprattutto durante i lunghi ricoveri in cui Andrea non poteva uscire dalla camera per il pericolo di contrarre infezioni, in cui le giornate non avevano colore, l\u2019unico appiglio era la presenza di qualche volontario che con un sorriso o una chiacchierata distogliesse la mente dai pensieri negativi e distraesse Andrea con qualche gioco. Abbiamo conosciuto una realt\u00e0 nuova, una faccia del mondo che non si \u00e8 abituati a sentire perch\u00e8 non fa notizia, ma che \u00e8 un fiume d\u2019amore di scambio positivo, un supporto fondamentale a nostro avviso, al lavoro dei medici ed infermieri. Alcune mattine al richiamo ad alzarsi per andare in ospedale a fare le terapie, Andrea \u00e8 spronato solo dal pensiero di trovare Claudia, Elena, Renata ecc. che gli facciano fare qualcosa di interessante.<br \/>Andrea oggi sta bene. Mentre scriviamo queste righe lui \u00e8 accanto a noi, lo guardiamo e ci accorgiamo di quanta grazia abbiamo avuto nell\u2019averlo qui con noi, di godere della sua presenza e della gioia di poterlo abbracciare.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">FABIO, luglio 2011<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-85 cmsmasters_img cmsmasters-lazyload lazyload\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left;\" data-sizes=\"auto\" data-src=\"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/stelle_per_sorriso1.jpg\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">Ci sono bambini e ragazzi la cui vita improvvisamente cambia e si adegua ai ritmi della malattia che si impadronisce della loro esistenza. Cos\u00ec \u00e8 successo a Fabio, adolescente. Scuola, amici, uscite, tutto scandito da chemio, radioterapie, tac, risonanze magnetiche, ricoveri in ospedale, visite. Ogni giorno \u00e8 una battaglia da combattere. Ogni giorno \u00e8 speranza di vincere la guerra.<br \/>Mai, come durante queste esperienze, diventa importante cercare di mantenere le piccole realt\u00e0 quotidiane, come un\u2019ancora di salvezza alla quale aggrapparsi. \u00a0E anche essere tifosi di una squadra di calcio e di basket, pu\u00f2 regalare attimi di gioia da ricordare nei momenti difficili per trovare la forza di lottare.<br \/>Emanuela riesce a contattare la Fondazione Milan e a fissare un incontro ravvicinato per Fabio con i suoi campioni. Incontro che regala tanta emozione ad un ragazzo che deve affrontare ancora dure prove per sconfiggere il male.<br \/>Fabio per\u00f2 peggiora e dopo un\u2019infinit\u00e0 di chemioterapie, un\u2019operazione molto invasiva e tanto, troppo tempo costretto a letto, comincia a sentirsi stanco e impotente, verso quel mostro che gli sta rubando la spensieratezza dei suoi anni.<br \/>Fabio, ha, tra i personaggi sportivi, qualcuno che gli \u00e8 particolarmente caro. Uno di questi \u00e8 il campione di basket Gianmarco Pozzecco.\u00a0 Il Ponte del Sorriso chiama, Gianmarco risponde. Entro poche ore dalla telefonata, senza alcuna esitazione, il mitico cestista arriva in ospedale. Fabio lo aveva gi\u00e0 conosciuto in un\u2019altra iniziativa organizzata dal Ponte del Sorriso.<br \/>Fabio ha un bellissimo sorriso, dolce, che per\u00f2 comincia a farsi sempre pi\u00f9 raro sul suo volto. Eppure quando sorride il suo viso si illumina. Gianmarco, con la sua simpatia innata e travolgente, trascorre parecchio tempo con lui. Nonostante la differenza d&#8217;et\u00e0, lo tratta come un compagno di giochi, lo prende in giro, lo fa ridere ricordando alcune sue bravate. E la malattia per un po\u2019 esce dal campo per cinque falli.<br \/>E\u2019 come se la vita di questi ragazzini scorresse su un treno sul quale viaggiano la malattia, la paura, le medicine, la sofferenza, il dolore, l\u2019ospedale, i dottori, le terapie, ecc., un treno che corre veloce con una sola meta: la guarigione. Ma, accanto, corre un altro treno. Quello con i giochi, la musica preferita, le attivit\u00e0 piacevoli, la squadra del cuore, le emozioni, la serenit\u00e0, ecc., insomma, la parte sana. Questo secondo treno viaggia parallelo al primo, alla stessa velocit\u00e0. Ed \u00e8 sempre aperto, con noi volontari pronti ad accogliere il bambino, l\u2019adolescente ogni qualvolta abbiano bisogno di saltarci su.<br \/>E\u2019 il treno dei sorrisi.<br \/>Fabio vorrebbe andare a scuola, incontrare gli amici, trovare una bella ragazza di cui innamorarsi, progettare il futuro \u2026.. Invece, combatte contro un nemico non gli concede tregua e che, purtroppo, vince.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">MARTINA, maggio 2011<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-793 cmsmasters_img cmsmasters-lazyload lazyload\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left;\" data-sizes=\"auto\" data-src=\"http:\/\/5.249.148.111\/ponte_del_sorriso\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/STORIEBAMBINI_martina.jpg\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\">E\u2019 difficile accettare la malattia di un bambino, impossibile comprenderne la morte. Rimane in tutti noi una domanda alla quale fatichiamo dare una risposta. E ancora pi\u00f9 difficile \u00e8 capire la sofferenza che, a volte, questi piccoli angeli devono sopportare.<br \/>Ci sentiamo impotenti davanti a un evento che vorremmo non vedere, cancellare dai nostri occhi e dalla nostra mente, strappare dal nostro cuore, pur consapevoli che \u201cla vita continua\u201d. E lo strazio dei famigliari non trova in noi parole che possano alleviare tanto dolore, se non appena appena consolare.<br \/>Martina era una bambina sorridente. Quando la scorsa estate \u00e8 stata ricoverata al Ponte del Sorriso, adorava passare il tempo in sala giochi. Proprio non si riusciva a staccarla dalle attivit\u00e0 che le venivano proposte ogni giorno!<br \/>Tornata a casa, una mattina, nel suo letto, non si \u00e8 pi\u00f9 svegliata. I genitori hanno subito voluto dare un senso a ci\u00f2 che non sembrava avere alcun senso. E hanno chiesto a parenti, amici e conoscenti di devolvere un contributo a favore dei bambini in ospedale, \u201cIl Sorriso di Martina\u201d.<br \/>Emanuela e Claudiona del Ponte del Sorriso sono andate a trovare la mamma e il pap\u00e0, che hanno voluto portarle in camera di Martina e la commozione \u00e8 stata incontenibile. Sulla sua scrivania una scatola colorata, aperta, conteneva tanti fiori di carta, quelli che aveva confezionato con le sue mani in sala giochi. Non si capisce mai abbastanza cosa pu\u00f2 rappresentare, per un bambino, un pezzo di carta che, come per magia, diventa una farfalla, un fiore, un ranocchio o un topolino.<br \/>Martina ha conservato per mesi i suoi fiori di carta, come un caro ricordo di un\u2019esperienza da non dimenticare, come un filo condutt<br \/>\no mai spezzato.<br \/>E\u2019 bello pensare che un bambino, in realt\u00e0, non muore mai.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #004b97;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE STORIE DEI NOSTRI BAMBINI Queste sono solo alcune delle storie dei tanti, tantissimi bambini che incontriamo ogni giorno in reparto.Qualche racconto \u00e8 stato scritto da loro o dai genitori, altri da noi. Qualcuno ce l\u2019ha fatta, qualcun altro purtroppo ci ha lasciato.Leggendole si pu\u00f2 meglio comprendere quello che facciamo. Una meravigliosa storia di amicizia,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":789,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/794"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/794\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpontedelsorriso.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}